>>49948409Guarda, ti posso giurare che ormai i concorsi di poesia sono la cosa più fasulla allo stato attuale.
Nemmeno la politica più subdola compete con quello che devi fare: stare sempre sul pezzo di ciò che chiede il politicamente corretto. E porca puttana, amico mio lombardo, quanto detesto dover essere puttana dell'arte contemporanea e il suo mindset.
Mi sento snaturato? Mi sento umiliato. Perché le poesie in dialetto genovese
"Nuantar sem
i padron
nua vivem
pel pan e il vin"
vengono pubblicate, io che ci metto la lena, l'impegno e un attimino di ricerca culturale...nulla. Pensi che io nuovi neo-poeti vadano a scartabellare degli archivi di mitologia, di storia, di antropologia?
Io non lo faccio, sia chiaro, ma poesie sull'olocausto, sui migranti poverini, sulle donne poverine ma forti e sui cagnolini che fanno bau bau e che vogliono tanto bene al padrone...diciamo che hanno perso interesse dopo una o due volte che le senti.
Perché io non posso scrivere quello che penso? Perché se un autore americano appone il suo nome sul dattiloscritto, egli non viene pubblicato, ma se cambia il nome in uno "pseudo-orientale" diventa il libro che entra al primo posto nella classifica libresca del New York Post?
Perché 9 vincitori su 10 a questi concorsi sono sempre donne dai 50 ai 70 anni?
Perché non leggo più sonetti da circa 70 anni? Perché devo compiacere la giuria con poesie con run-on-line che non c'entrano una minchia di nulla?